Atti sessuali con minorenne: la Consulta elimina il carcere automatico per i casi di “minore gravità”, 05 marzo 2026:
Con la sentenza n. 68/2026, la Corte Costituzionale ha rimosso l’automatismo carcerario per i condannati per atti sessuali con minorenne (art. 609-quater c.p.) nei casi in cui sia stata riconosciuta l’attenuante della minore gravità.
Fino a questa pronuncia, chi veniva condannato per questo reato doveva entrare obbligatoriamente in carcere, senza poter beneficiare della sospensione dell’ordine di esecuzione della pena, indipendentemente dall'entità del fatto.
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questa preclusione (art. 4-bis, comma 1-quater O.P.), rilevando:
Disparità di trattamento: era irragionevole che la sospensione fosse prevista per la violenza sessuale di minore gravità ma non per gli atti sessuali con minorenne della medesima entità.
Funzione rieducativa: la carcerazione immediata per fatti lievi è contraria al principio di risocializzazione del condannato.
Grazie a questa decisione, se il giudice riconosce la lieve entità del fatto, il Pubblico Ministero potrà ora sospendere l’ordine di esecuzione.
Questo permette al condannato di attendere in libertà la decisione del Tribunale di Sorveglianza sull'accesso alle misure alternative (come l'affidamento in prova), evitando l'ingresso in istituto per pene che non presentano un’attuale pericolosità sociale.
A cura di Avvocato Edoardo Poletto e Avvocato Antea Castelli.
Pubblicato in data 05 mrazo 2026.