Dolo alternativo o semplice colpa? La Cassazione chiarisce i confini dell’indifferenza, 20 marzo 2026:
Una recente e articolata pronuncia della Corte di Cassazione torna a riflettere sulla struttura del dolo alternativo, distinguendolo nettamente dalle ipotesi di colpa e dall’aberratio ictus.
Al centro della decisione vi è l’analisi dell’atteggiamento psicologico di chi agisce accettando che la propria condotta possa colpire indifferentemente l’uno o l’altro soggetto (o causare l’uno o l’altro evento).
La giurisprudenza ha spesso utilizzato il concetto di "indifferenza" per giustificare l'imputazione a titolo di dolo. Tuttavia, la Suprema Corte precisa oggi alcuni limiti fondamentali:
L'evento deve essere voluto: il dolo alternativo non è una forma di dolo meno intensa; l’agente deve comunque aver previsto e voluto, come alternativa possibile, l’evento che si è poi verificato.
Contro l'automatismo: la semplice indifferenza verso il risultato non può trasformare automaticamente un fatto colposo in un fatto doloso. Se il soggetto non ha accettato il rischio concreto di colpire una vittima diversa, si ricade nell’alveo della colpa o dell’errore esecutivo (aberratio).
La sentenza sottolinea che:
Il giudice non può limitarsi a constatare una condotta pericolosa, ma deve ricercare la prova di una volontà precisa, seppur rivolta a più esiti alternativi.
L'accertamento del dolo deve restare rigoroso: il rischio è che un'interpretazione troppo ampia del "dolo di indifferenza" finisca per punire a titolo di dolo condotte che, sul piano soggettivo, restano confinate nella negligenza o nell'imprudenza.
In conclusione, la decisione riafferma il principio di colpevolezza: non c’è dolo senza una reale adesione psicologica all'evento, distinguendo nettamente la scelta consapevole dall'errore nel colpire un bersaglio diverso da quello prefissato.
A cura di Avvocato Edoardo Poletto e Avvocato Antea Castelli.
Pubblicato in data 20 marzo 2026.